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martedì 7 gennaio 2014

Good night!

Dai, onestamente non era stata una cattiva idea, anzi, considerato che c'era la fiera, con quello che ne consegue in termini di pubblico, si poteva considerare una grande idea.
Si trattava di accoppiare due novità per la zona di Mansfield: il football, e la luce elettrica.
L'idea rivoluzionaria di una partita di football di notte venne ad un gruppo di studenti che avevano giocato nella prima squadra di football di Mansfield nel 1891: desiderosi di mostrare il loro nuovo sport, si proposero di giocare una partita di notte alla Great Mansfield Fair, un evento molto frequentato nella regione, e che soleva ospitare altri passatempi strambi come una specie di circo Barnum in misura minore. Portare il football di notte significava qualcosa mai visto prima nella Tioga County, uno scorcio di ventesimo secolo! La luce elettrica! Quella roba strana e forse pericolosa, inventata appena 13 anni prima da Thomas Edison, quella meraviglia portata a Mansfield da John L. Cummings e dalla General Electric. Sul Mansfield Advertiser il 28 Settembre 1892 comparve:
"John E. Cummings will be pleased to give all persons interest in Electric Lighting all the information possible on Isolated Plants and Central Stations. The General Electric Company has control of the very best patents, including the Edison and Thompson Huston Cail at the light plant on the fairgrounds."
Ma già il 7 settembre il giornale riportava il tentativo dei ragazzi del Mansfield State normal di organizzare una gara illuminata dalla luce elettrica contro gli undici da Wyoming Seminary, nei pressi di Scranton. Il professor Sprole, direttore di Mansfield, si disse ottimista riguardo al progetto: contava di vedere una gran folla per l'incontro sotto le prime luci elettriche di Mansfield , dal momento che sempre più persone sentivano parlare sia di luce elettrica che di football.Venti lampade da 2000 candele più cinque da 64 candele dovevano servire a rendere la notte meno scura, per consentire a Mansfield di giocare quella che nella sua storia era appena la quinta partita. I rossoneri avevano chiuso la stagione 1891 con un buon record di 3-1, la partita con il Wyoming Seminary sarebbe stata la gara inaugurale della stagione 1892.
Il Wyoming Seminary era un osso duro: vantava otto anni di programma e nel 1891 con una stagione da 5-1 si poteva ritenere una delle migliori squadre di High school della nazione. Tuttavia, Sprole era molto fiducioso: il suo team aveva giocatori come Morton Jones, che sarebbe diventato una star del football a Lafayette, e James A. e James G. Dunsmore, che successivamente giocarono per Penn State.Ma la stella della squadra di Mansfield era George Walbridge, più tardi capitano di Lafayette e nominato Walter Camp All-American nel 1897: halfback velocissimo che avrebbe poi vinto cinque dollari vincendo la gara delle 100 yard in fiera il giorno successivo.
E per proteggersi dai colpi che già all'epoca volavano fortissimi, e che pochi mesi prima ad esempio avevano chiuso la carriera al capitano di Princeton Ralph Warren, i giocatori portavano... niente.
Praticamente nessun equipaggiamento protettivo. L'unica protezione visibile nella foto di squadra è l'imbottitura cucita nei pantaloni intorno alle ginocchia. I caschi non sarebbero stati introdotti che vent'anni dopo, i giocatori al massimo si lasciavano crescere un po' i capelli per attutire i colpi, con la promessa di tagliarseli al massimo entro la cena di fine stagione.

Ancora negli anni '90 dell'800 il football non aveva propriamente regole condivise da tutte le scuole, il gioco era una specie di selvaggio sfogo, e la sua brutalità attraeva i ragazzi oppressi dai costumi vittoriani in voga nella società dell'epoca. Quello sport dove se ti andava bene ti rompevi il naso, ma se ti andava male ti facevano il funerale, aveva qualcosa di magnetico, che inchiodava sempre più sguardi anche da fuori: il pubblico aumentava, anche perchè sotterfugi come calci in mischia, o discussioni con l'arbitro per confondergli le idee e spostargli avanti il fazzoletto che segnalava il punto dello scrimmage, erano all'ordine del giorno e rendevano il football una "violenta pagliacciata". Il fatto che chiunque potesse parlare e provocare chiunque, dall'arbitro agli avversari, determinava infinite dispute ad ogni giocata.Wyoming Seminary era in bianco, Mansfield in nero. Non c'erano numeri sulle maglie, sarebbero stati introdotti solo nel 1908, e la palla era più grande ed arrotondata di quella in uso ora, il campo a Smythe Park era di almeno 110 metri, senza le strisce ogni 5 yard, e la gara era di 90 minuti divisi in due tempi da 45. Per ogni 5 yard di guadagno si aveva diritto a tre tentativi
L'avvio, previsto per le 19:30, effettivamente fu dato alle 18:45, forse per approfittare degli ultimi raggi di sole del crepuscolo. Poi le luci.Fonti del Wyoming Seminary dicono che alcune luci furono posizionate su un palo, e questo fu posto a metà campo, giusto per aggiungere un pericolo ad uno sport che già di per sé avvantaggiava gli studenti di medicina legale. Altri dicono che le luci furono installate lungo il fronte della tribuna.L'illuminazione comunque era minima e le molti dei giocatori in campo erano spesso inconsapevoli di che squadra avesse la palla, figurarsi di quale giocatore nello specifico. Chiunque avesse l'uniforme degli avversari era comunque da abbattereera tale da affrontare. La superficie di gioco non aiutava molto perchè era, in buona sostanza, il fondo di una fiera, pieno di buchi, ciottoli, sassi, radici, gobbe tre e persino, ehm... "residui animali".
Dopo un forte guadagno di Mansfield grazie alla formazione a Cuneo volante, in voga nel periodo (e pericolosissima per l'incolumità dei giocatori), i padroni di casa persero la sfera ed iniziò la controffensiva di Wyoming che però fu stoppata dopo un paio di forti guadagni degli halfback Jones e Jaynes.
Ma a questo punto l'arbitro, Dwight Smith, che aveva giocato a Mansfield l'anno prima, ritenne la gara "inadatta da continuare" perché l'illuminazione era fortemente limitata e le condizioni di nebbia avevano reso il gioco pericoloso...
Ok, dai, diciamo troppo pericoloso.
Sospesa, quindi per l'epoca ufficialmente terminata, la gara alla fine del primo tempo, partirono i fuochi artificiali e le querelle: Wyoming accusò la Normal di aver utilizzato giocatori non ammissibili, e l'arbitraggio a quanto pare fu "controverso".Prima di lasciare Mansfield, Race, responsabile di Wyoming ed Umpire della gara, lanciò una sfida per una rivincita.

To Prof. S.E. Sprole, Manager Mansfield S.N.S. Foot Ball Team: Since you claim that your team won that farcical exhibition of foot ball given a Mansfield last Wednesday evening, I hereby challenge your foot ball team to meet the Wyoming Seminary team at West Side Park, Wilkes-Barre, Pa., Oct. 15, 1892, or on any other date prior that you may suggest. The referee and umpire to be competent men who have never had any connection with either school, and every member of each team to be a bone fide student of the school represented by such team.
We agree to pay the necessary traveling expenses and local entertainment of your team and their substitutes.

Respectfully, 
J.H. Race, Manager

Che venne accolta.
Cento anni dopo.
Meglio tardi che mai.


martedì 12 novembre 2013

I 500 dollari di Pudge Heffelfinger

Nel 1960 un uomo conosciuto solo come "Nelson Ross" entrò nell'ufficio di Art Rooney, il presidente dei Pittsburgh Steelers della National Football League. Dopo i convenevoli, l'uomo diede Rooney un dattiloscritto di 49 pagine sugli albori del football pro. L'esame del testo, fatto dai giornali dell'epoca, fece emergere soprattutto la notizia che il primo giocatore professionista di football americano in realtà era stato Wiliam "Pudge" Heffelfinger, originario di Minneapolis ed ormai morto sei anni prima a 86 anni dopo aver allenato Cal, Lehigh e Minnesota ed aver introdotto nella costa ovest il moderno gioco del football che da quelle parti, a fine '800, era ancora molto simile al rugby.
Heffelfinger era stato una imponente guardia (oltre 1.80 per oltre 90 chili) che in quell'epoca pionieristica aveva giocato per l'Università del Minnesota prima ancora di finire la High School. Tre volte All-American a Yale, allenato nel triennio 1889-1891 da Walter Camp, aveva sviluppato l'arte di quello che sarebbe diventato poi il "blocco" ed aveva continuato poi l'attività di football amatoriale con la Chicago Atletic Association, in cui aveva percepito dei rimborsi spese come era uso al tempo, ma che era stato poi ingaggiato per giocare per Allegheny il 12 novembre 1892 dietro compenso di $ 500 ($ 13.000 circa al giorno d'oggi). Fino a quel documento, era stato John Brallier, della Latrobe Athletic Association, ad essere considerato il primo giocatore di football professionista: poco più che sbarbatello, era stato contattato da Latrobe per sostituire all'ultimo minuto il loro quarterback con problemi di "contemporanea" con il baseball, ed aveva ricevuto 10 dollari a partita prima di dedicarsi al football universitario di lì a poco. Brallier era morto proprio nel 1960 ancora convinto di essere stato il primo giocatore ufficialmente pagato.
Vista la notizia a che pareva essere spuntata fuori da questo dattiloscritto, la Pro Football Hall of Fame si mise ad indagare e presto scoprì una pagina strappata da un conto del 1892 preparato dal direttore di Allegheny, O.D. Thompson, che includeva la voce "Game performance bonus to W. Heffelfinger for playing (cash) $ 500."
Anche se il pagamento non poteva essere verificato perchè contante, la Pro Football Hall of Fame, stabilì che Heffelfinger era stato il primo giocatore professionista di football americano documentato. Non contenti, scoprirono anche che il Pittsburgh Athletic Club aveva in precedenza offerto 250 dollari a Heffelfinger per giocare con loro in quella gara, sentendosi rispondere che non era sufficiente per rischiare il suo status di dilettante.
Il 12 novembre 1892, $ 25 per le sue spese e un bonus di $ 500 per la gara che vedeva di fronte l'Athletic Association Allegheny ed il Pittsburgh Athletic Club al Recreation Park, nel nord di Pittsburgh, una rivincita del 6-6 di qualche tempo prima in cui Pittsburgh aveva schierato uno sconosciuto spacciato per un ragazzo dei dintorni e poi scopertosi essere A.C. Read, capitano della squadra di college di Penn State. La sua presenza provocò diverse polemiche e fu stabilita quindi quella rivincita, in previsione della quale il Pittsburgh Press seguì il tentativo del locale Athletic Club di ingaggiare sia Heffelfinger che Knowlton Ames per $ 250 a cranio. I due rifiutarono e si inserì nella trattativa Allegheny che mise sul tavolo la cifra di 500 bigliettoni. Ames rifiutò, Pudge accettò trovandosi poi in gara attorniato da spalti pieni di tifosi avversari infuriati, fatto sta che la gara finì 4-0 per Allegheny con touchdown dello stesso Heffelfinger su un fumble ricoperto.
La settimana successiva, Allegheny pagò il tight end ex-Princeton Ben "Sport" Donnelly 250 dollari per giocare al fianco di Pudge contro il Washington & Jefferson College. Pur avendo due professionisti nella loro formazione, la Allegheny perse seccamente la gara per 8-0.
Qui inizia il mondo del football pro, e come inizio non fu certo male...