Pottsville è un piccolo paesino della Pennsylvania che oggi conta meno di quindicimila abitanti, in mezzo alla Coal Region, cosiddetta per le ricche miniere di antracite presenti in quella zona, a circa 150 km da Philadelphia.
Giusto per ribadire la vocazione del territorio, i Pottsville Eleven (gli "Undici di Pottsville", fantasia al potere...) giocavano a football al Minersville Park (Parco della Città dei Minatori) e nel 1924 si iscrissero alla Anthracite League come Pottsville Maroons. Ok, abbiamo capito l'antifona.
Nel 1925, dopo la vittoria nella suddetta lega, che collassò dopo un solo anno di vita, i Maroons si spostarono nella NFL che all'epoca era ben diversa da quella odierna, ma che stava progressivamente cambiando pelle: nell'anno dell'ingresso di Pottsville furono ammesse alla lega anche franchigie di città come New York (Giants) e Detroit (Panthers).
Primo anno di presenza e subito protagonisti della lega, con la vittoria determinante sui Chicago Cardinals del 6 dicembre, che in pratica consegnò il titolo alla squadra di proprietà di John Streigel. Carichi di quel trionfo, i giallorossi sfidarono la squadra dell'università di Notre Dame al glorioso Shibe Park di Philadelhpia in un match previsto il 12 dicembre.
Dietro c'era stato un gioco di dispetti che aveva visto coinvolta la squadra di Pottsville ed i Frankford Yellow Jackets: questi ultimi, dopo aver battuto sul proprio terreno di casa i Maroons per 20-0 il 14 novembre, si erano assicurati il diritto, come miglior squadra dell'East, di affrontare Notre Dame in una sorta di match esibizione tra il top dei pro ed il top del college football. I Maroons avevano asfaltato Frankford nel rematch 49-0 ed avevano strappato loro il diritto di giocare la gara, gli Yellow Jackets avevano così deciso di programmare una gara di campionato lo stesso giorno del match esibizione, costringendo così Pottsville a "sloggiare" da Philadelphia.
Eccitati dall'idea di disputare una gara tanto importante, i Maroons so offrirono di ospitare Notre Dame al Minersville Park, che all'epoca conteneva circa 5.000 persone, una quantità che già era esigua per la NFL, figurarsi per una gara del genere, di conseguenza scelsero Shibe Park che poteva contenere all'incirca 23.000 persone. Carr, il commissioner della NFL, mise per iscritto la minaccia di sospendere i Maroons se fossero scesi in campo violando così i diritti territoriali di Frankford, ma questi, forti pare di una autorizzazione telefonica, scesero in campo ugualmente davanti a circa 10.000 persone battendo Notre Dame per 9-7 con un field goal all'ultimo minuto.
Sportivamente parlando, la vittoria dei Maroons è uno spartiacque: prima di tale vittoria il college football era generalmente considerato migliore del football pro, il cambio di equilibri diede una nuova spinta alle leghe professionistiche tanto che proprio l'anno successivo venne fondata la prima versione della AFL.
A livello di "burocrazia" invece, la gara per Pottsville fu devastante: la squadra fu sospesa e quindi non potè disputare in maniera ufficiale altre gare valide per la NFL, i Cardinals presero la palla al balzo ed allestirono due match con squadre già praticamente in vacanza e migliorarono la propria percentuale di vittorie sorpassando i Maroons e laureandosi campioni della lega, dando il via ad una controversia che ancora nel 2003 faceva discutere le squadre ed i tifosi.
A quanto pare, a volte i sogni si pagano a caro prezzo...
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mercoledì 12 dicembre 2012
lunedì 9 luglio 2012
Frankford Yellow Jackets
La storia incrocia i destini di qualsiasi vicenda, nel bene o nel male, a volte in entrambi i casi.
I Frankford Yellow Jackets erano una squadra di football professionistico fondati nel 1899 come Frankford Athletic Association, un sobborgo nel nord di Philadelphia, nel 1922 assorbirono la Union Quakers of PHiladelphia e si avviarono a diventare una delle più forti realtà dello stato tanto da ottenere un record di 6-2-1 contro squadre della NFL tra il 1922 ed il 1923.
Ovvio aspettarsi il salto dentro la lega professionistica, di cui furono protagonisti nella seconda metà degli anni '20 raggiungendo la vittoria nel 1926, mentre l'anno prima furono i promotori della sospensione dei Pottsville Maroons che diede di fatto il titolo ai Chicago Cardinals.
La grande depressione del 1929 colpì duramente anche lo sport professionistico e le "giacche gialle", il taglio dei veterani della squadra nel 1930, rimpiazzati da rookie usciti direttamente dal college diede alla squadra ben poche soddisfazioni, se a questo sommiamo l'abbandono del supporto dall'associazione veterana Legion Post e la riduzione del pubblico pagante otteniamo la pessima situazione che si perpetuò anche l'anno successivo, aggravata dall'inagibilità a causa di un incendio del Frankford Stadium.
Essere senza impianto fisso costrinse Frankford ad utilizzare tre impianti dell'area metropolitana di Philadelphia, ma che dissuadevano, per la distanza, i tifosi. Dopo il deserto sugli spalti di Yellow Jackets - Spartans, il commissioner NFL propose alla squadra di disputare solo gare in trasferta, nonostante l'accettazione, gli Yellow Jackets, dopo la vittoria a Chicago 13-12, sospesero la propria attività.
Passeranno quasi 68 anni prima che un team di Philadelphia riesca a violare il campo dei Bears (17 ottobre 1999: PHI@CHI 20-16).
La NFL spese i successivi due anni per trovare un progetto che potesse far tornare il football pro a Philadelphia, trovandolo il 9 luglio 1933 in Bert Bell e Lud Wray, le ceneri del progetto Yellow Jackets, che chiamarono il loro team Philadelphia Eagles, in onore dell'aquila simbolo del new deal del presidente Roosevelt. Non si può certo considerare il progetto Eagles come un continuo effettivo di Frankford, perchè la franchigia fu acquistata da Bell e Wray ex novo, tuttavia come omaggio a questo team defunto, Phila giocò con i primi colori giallo ed azzurro come una versione già indossata dagli Yellow Jackets, gli ideali padri degli Eagles.
I Frankford Yellow Jackets erano una squadra di football professionistico fondati nel 1899 come Frankford Athletic Association, un sobborgo nel nord di Philadelphia, nel 1922 assorbirono la Union Quakers of PHiladelphia e si avviarono a diventare una delle più forti realtà dello stato tanto da ottenere un record di 6-2-1 contro squadre della NFL tra il 1922 ed il 1923.
Ovvio aspettarsi il salto dentro la lega professionistica, di cui furono protagonisti nella seconda metà degli anni '20 raggiungendo la vittoria nel 1926, mentre l'anno prima furono i promotori della sospensione dei Pottsville Maroons che diede di fatto il titolo ai Chicago Cardinals.
La grande depressione del 1929 colpì duramente anche lo sport professionistico e le "giacche gialle", il taglio dei veterani della squadra nel 1930, rimpiazzati da rookie usciti direttamente dal college diede alla squadra ben poche soddisfazioni, se a questo sommiamo l'abbandono del supporto dall'associazione veterana Legion Post e la riduzione del pubblico pagante otteniamo la pessima situazione che si perpetuò anche l'anno successivo, aggravata dall'inagibilità a causa di un incendio del Frankford Stadium.
Essere senza impianto fisso costrinse Frankford ad utilizzare tre impianti dell'area metropolitana di Philadelphia, ma che dissuadevano, per la distanza, i tifosi. Dopo il deserto sugli spalti di Yellow Jackets - Spartans, il commissioner NFL propose alla squadra di disputare solo gare in trasferta, nonostante l'accettazione, gli Yellow Jackets, dopo la vittoria a Chicago 13-12, sospesero la propria attività.
Passeranno quasi 68 anni prima che un team di Philadelphia riesca a violare il campo dei Bears (17 ottobre 1999: PHI@CHI 20-16).
La NFL spese i successivi due anni per trovare un progetto che potesse far tornare il football pro a Philadelphia, trovandolo il 9 luglio 1933 in Bert Bell e Lud Wray, le ceneri del progetto Yellow Jackets, che chiamarono il loro team Philadelphia Eagles, in onore dell'aquila simbolo del new deal del presidente Roosevelt. Non si può certo considerare il progetto Eagles come un continuo effettivo di Frankford, perchè la franchigia fu acquistata da Bell e Wray ex novo, tuttavia come omaggio a questo team defunto, Phila giocò con i primi colori giallo ed azzurro come una versione già indossata dagli Yellow Jackets, gli ideali padri degli Eagles.
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