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venerdì 12 luglio 2013

Toilet Bowl


Spulciando Twitter mi sono imbattuto in un divertente articolo di Darren Everson e Ben Cohen per il Wall Street Journal che si riferiva al passato non troppo glorioso di Oregon prima dell'epoca targata Bellotti e poi Kelly, e di Oregon State, dimentichi degli anni '60 e dei discreti successi firmati da Prothro (Rose Bowl del '65 perso con Michigan) e Andros (#7 del rank nel '67). Il pezzo fa riferimento in particolare alla gara del 1983 soprannominata, senza tanti complimenti "Toilet Bowl", un gioco di parole che suona comunque come "Tazza del Cesso". Oregon ed Oregon State, come ricordato altre volte, annualmente danno vita a una accesissima rivalità che porta il nome di Civil War e si rinnova ultimamente al termine della stagione, come quel 19 novembre all'Autzen Stadium di Eugene, dove i Ducks di Rich Brooks, con un record di 4-6-0 ospitavano i Beavers di Avezzano fermi ad un orribile 2-8-0, sotto un'acqua scrosciante. 
Nonostante le prospettive tecniche, quelle "di classifica" ed il tempo inclemente, più di 33.000 persone, richiamate dal fascino della rivalità, accorsero a vedere una gara infiorata da un numero incalcolabile di errori di cui alcuni veramente marchiani: undici fumble di cui cinque ricoperti dalla difesa, cinque intercetti e quattro errori su quattro su field goal, tra cui anche una rarissima combinazione di due calci entro le 30 yard falliti nella stessa gara. Questa imbarazzante gara terminò con un altrettanto imbarazzante 0-0 (letto bene: zero a zero, come certi pareggi calcistici sbadigliofori) che da un certo punto in avanti spinse i tifosi a scandire dalle tribune  "BOR-ING!" e ad applaudire ironicamente i loro beniamini anche solo alla chiusura di un primo down. Tuttavia tale risultato rimane storico, perchè è l'ultimo pareggio senza squadre a tabellone nella storia del college football. 

Il momento, per i due team universitari, non era certo brillante, ed i limitati budget si specchiavano in squadre tecnicamente modeste, in più i coach non furono aiutati nello specifico dal tempo che non gli permise in pratica di vedere nulla dai box in alto nell'impianto di gioco, se non aprendo le finestre ed esponendosi agli inclementi elementi. A dire il vero, non vedere forse conveniva: la serie di errori divenne presto da drammatica a comica, con situazioni in cui la palla sembrava animata da una ferma volontà di ridicolizzare il possessore, lo stesso QB titolare di Oregon, Mike Jorgensen, costretto a guardare la gara per un infortunio, ammise che "It felt like you were sitting in a toilet bowl", mentre il suo backup Chris Miller, futuro NFL in campo veniva intercettato due volte, di cui una su un pallone lanciato in una zona desolatamente vuota di maglie verdi. Il sentore che si stesse assistendo a "molto rumore per nulla" è stato poi anche confermato da Keith Richard, archivista di Oregon, che spiegò come nell'ultima decina di minuti di gioco, sugli spalti ci fosse la convinzione che si trattasse di una sorta di scherzo e che per volere di questo scherzo, non sarebbe comunque successo niente, sensazione poi confermata quando sull'ultima azione di Oregon, il fullback Johnson partendo da posizione profonda nella propria metà campo, prese un passaggio laterale e corse fino alla endzone, fermato solo dalla chiamata arbitrale che gli contestò di essere uscito dal campo attorno alla linea delle 50. Oregon, data vincente di 14, non riuscì così ad evitare il ridicolo pareggio, così orribile nella memoria degli astanti, che lo stesso Jorgensen, nonostante fosse out, dai tifosi viene spesso ricordato in campo, pare, perché per stessa ammissione del ragazzo, essendo un "quarteback di merda" vieni involontariamente associato a tutte le gare di merda della tua squadra, anche quando non sei in campo. Lo scherzo, la volontà bizzarra rimane anche nelle parole di Rich Brooks ("There were so many strange plays. You'd almost have to script it to believe it"), un head coach che dopo aver affrontato su in Oregon delle stagioni magre e difficili come queste, è riuscito a portare il college di Eugene ad un passo dall'olimpo, quando nel 1994 chiuse la sua quasi ventennale carriera ai Ducks portandoli al #11 del ranking nazionale. Tutto questo, passando anche attraverso il Toilet Bowl perchè, come disse un grandissimo coach come Tom Landry "I’ve learned that something constructive comes from every defeat".

mercoledì 6 febbraio 2013

The Civil War

Football, come forse pensano i profani, non è solo la scintillante NFL, la lega migliore del mondo, giocata da atleti che percepiscono stipendi con molti molti zeri. Football è soprattutto quello di High School e successivamente quello di College, segnato da un fortissimo senso di appartenenza che richiama negli stadi decine di migliaia di tifosi.
La NCAA Football, la lega che sovrintende il College Football, negli Stati Uniti è una istituzione, che varca i confini della nazione e ha proseliti in tutti gli angoli del mondo. Una lega dai regolamenti particolari, che solo da pochissimi anni elegge il proprio campione nazionale con una gara secca, basata su una serie di tradizioni che si sono stratificate a partire dagli ultimi anni del XIX secolo.
I giocatori di questa Lega, che si possono tranquillamente affiancare alla NFL come popolarità, sono tutti ragazzi che fanno parte dei college, studenti, non professionisti, non semiprofessionisti, dilettanti in tutto e per tutto, la cui unica ricompensa per essere dei baciati da Dio nelle doti di gioco, è aver diritto ad una istruzione l'elite, vitto ed alloggio, pagati da una borsa di studio.
Provate ad immaginare quanti giovani calciatori ignoranti come capre, sarebbero disposti ai sacrifici che richiedono quattro anni di college football, per avere in cambio "solo" lezioni di prima qualità ed un appartamento in uno studentato...

Il College Football negli anni ha fatto nascere delle accesissime rivalità, delle sorte di derby, che infiammano le settimane precedenti alle partite. Le più antiche hanno abbondantemente superato i cento scontri, le leader di questa affascinante classifica sono Minnesota-Wisconsin (122) e Missouri-Kansas (120). Scendendo si trova quella che ha il nome più "sanguinoso" ovvero Oregon-Oregon State, soprannominata "Civil War", tra le università di Eugene e Corvallis, distanti 60 miglia l'una dall'altra.
La rivalità è diventata così forte che a causa dei disordini successivi alla gara del 1910, finiti sui giornali con tanto di offese agli "hooligans" di OAC, la gara non venne disputata nel 1911 e venne giocata in campo neutro nel 1912 e nel 1912. Gli episodi epici in campo e fuori, a volte molto seri come appunto quelli del 1910, a volte portati ad eccessi come il falò di magliette sul campo dei Beavers nel 2010, si sono ripetuti con frequenza, esempio lampante di quanto possa essere sentita una partita di football tra quelle che a prima vista potrebbero semplicemente essere due squadre di universitari.
Sono svariate le frasi celebri che dipingono queste rivalità, ne ricordiamo una un po' particolare, che rasenta la profanità: 1969, all'interno di una chiesa in Arkansas (probabilmente Fayetteville) prima della celebre gara contro Texas, il pastore si lasciò andare dicendo "Football is only a game. Spiritual things are eternal. Nevertheless, Beat Texas.".
Per la cronaca, la gara produsse un tale trasporto emotivo da essere poi ribattezzata "The Game of the Century".